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Carotenuto: Progressioni al comune: quando le regole sembrano cambiare a seconda del momento

Carotenuto: Progressioni al comune: quando le regole sembrano cambiare a seconda del momento

Oggi voglio raccontarvi una storia, perché al Comune di Scafati succede anche questo. Questa la storia:
Una dipendente partecipa a una progressione verticale per diventare Funzionario amministrativo. La progressione verticale è un passaggio di carriera nella Pubblica Amministrazione che permette a un dipendente di salire a un’area o categoria professionale superiore rispetto a quella in cui si trova.
Viene esclusa.
Motivo? Secondo il Comune non aveva i requisiti necessari.
La procedura va avanti senza di lei.
Viene proclamato un vincitore.
Passa poco tempo.
Il Comune indice un’altra procedura per lo stesso profilo.
E indovinate cosa succede?
La stessa dipendente che prima “non aveva i requisiti” questa volta viene ammessa.
Partecipa.
E addirittura VINCE LA SELEZIONE.
Ma c’è un piccolo particolare che qualcuno probabilmente avrebbe preferito dimenticare:
È INTERVENUTO IL TAR E il TAR non usa mezzi termini.
I giudici parlano di “contraddittorietà logica insita nelle scelte amministrative”.
E rilevano qualcosa di ancora più clamoroso: il comportamento successivo del Comune dimostra che la dipendente possedeva già al momento della prima procedura i requisiti ritenuti necessari dall’Amministrazione.
Avete capito bene?
PRIMA NON ANDAVA BENE.
DOPO ANDAVA BENE.
Ma secondo il TAR I REQUISITI C’ERANO GIÀ PRIMA.
E allora le domande diventano inevitabili.
CHI HA DECISO QUELLA ESCLUSIONE?
PERCHÉ È STATA ESCLUSA UNA DIPENDENTE CHE, secondo quanto ricostruito dal TAR, AVEVA I REQUISITI?
E soprattutto:
CHI È STATO AVVANTAGGIATO DA QUELLA ESCLUSIONE?
Non facciamo nomi.
Non lanciamo accuse personali.
Non ne abbiamo bisogno.
Perché c’è una sentenza.
Il TAR ha ACCOLTO IL RICORSO e ha ANNULLATO la determina dirigenziale n. 74 del 28 marzo 2024.
Questi non sono pettegolezzi.
Non sono ricostruzioni dell’opposizione.
Sono atti.
E adesso qualcuno dovrà spiegare ai cittadini come sia possibile che in un Comune una persona possa essere considerata senza requisiti in una procedura e successivamente idonea e addirittura vincitrice, mentre il TAR arriva poi alla conclusione che quei requisiti li possedeva già.
E c’è un’altra domanda.
QUANTO COSTERÀ TUTTO QUESTO AI CITTADINI DI SCAFATI?
Avvocati. Contenzioso. Atti amministrativi. Eventuali conseguenze economiche derivanti dall’annullamento.
E se dovesse emergere un danno per le casse comunali, chi ne risponderà?
Chiederemo che venga fatta piena luce anche sotto il profilo delle eventuali responsabilità amministrative e contabili.
Perché amministrare un Comune significa rispettare regole, imparzialità e trasparenza.
Le progressioni dei dipendenti non possono diventare un terreno sul quale le regole sembrano cambiare strada facendo.
E quando un Tribunale amministrativo arriva ad annullare una procedura e a parlare di “contraddittorietà logica” nelle scelte dell’Amministrazione, la politica non può fare finta di niente.
Scafati merita di sapere: chi ha deciso? Perché? Chi ne ha beneficiato?
E soprattutto:
CHI PAGHERÀ PER GLI ERRORI COMMESSI?
Ma come in ogni cosa, approfondiremo la vicenda e chi ha sbagliato pretendiamo che paghi, come pagano tutti coloro i quali ricoprono ruoli importanti e sbagliano.